Quando hai ragione e perdi lo stesso
Una sorveglianza, alcune rilevazioni contestate, una sospensione del certificato e la lezione più scomoda in venticinque anni di carriera.
Questo articolo avrei potuto non pubblicarlo. L'ho tenuto fermo per settimane, l'ho rivoltato, ho valutato se metterlo in un cassetto. Alla fine l'ho scritto lo stesso; c'è qualcosa qui dentro che non mi sembrava giusto tenere solo per me.
La storia, in breve: durante una sorveglianza vengono rilevate alcune non conformità. Le leggo. Le verifico. Ricostruisco tutto: documenti, registri, processi, date. Una parte rilevante di quanto riportato non trovava riscontro nelle evidenze. Non era una questione di interpretazione. Era una questione di fatti.
Contesto. Con metodo, per iscritto, evidenze alla mano. Anche la modalità di conduzione dell'audit viene messa formalmente in discussione.
L'ente risponde. Ma non rivedendo le rilevazioni: sospendendo il certificato.
Alla fine, adeguandomi alle loro indicazioni, le non conformità vengono chiuse e il certificato ripristinato. Venticinque anni di carriera, e la prima volta che ho contestato formalmente è anche la prima volta che ho dovuto cedere sapendo di avere ragione.
"Jem, sono stati ingiusti con te, e io non ho parole per consolartene. Ma ricorda questo: non è frequente che un uomo abbia l'occasione di fermarsi e guardare se stesso in faccia."
Atticus Finch a suo figlio, dopo il verdetto. - Harper Lee, Il buio oltre la siepe (1960)
Perché Atticus
Atticus Finch* difende Tom Robinson in un tribunale dell'Alabama degli anni Trenta. Lo fa con preparazione maniacale, con prove solide, con un arringa che smonta una ad una le accuse. Il pubblico sa che ha ragione. Lo stesso giudice lo sa. Forse anche la giuria lo sa.
Perde lo stesso. Perché la giuria non può dare ragione a lui senza ammettere qualcosa di scomodo sul proprio sistema.
Questa struttura, avere ragione, dimostrarlo, perdere per dinamiche sistemiche, è la stessa che ho vissuto. Con proporzioni diverse, in un contesto ovviamente diverso. Ma la geometria della situazione è identica.
La geometria del blocco
La contestazione era puntuale. Le evidenze c'erano. La richiesta di riesame era formalmente corretta. Perché allora non ha funzionato?
C'è un dettaglio che spiega molto: durante la sorveglianza contestata, l'auditor era a sua volta sotto visita di accompagnamento da parte dell'ente di accreditamento. Il che significa che l'organismo di certificazione non poteva, in quel momento, smentire il proprio auditor senza creare un problema interno davanti a chi lo stava valutando.
Non è una scusa. È una spiegazione. I due piani, quello della correttezza tecnica e quello della gestione del sistema, non coincidevano. E quando non coincidono, il secondo prevale quasi sempre sul primo.
Il leverage del certificato - cosa cambia nella pratica
In qualsiasi disputa tecnica con un organismo di certificazione, l'auditato parte con uno svantaggio strutturale: il certificato non è un diritto acquisito, è una concessione rinnovabile. La sospensione, anche temporanea, anche contestata, produce effetti immediati e reali: blocco di gare d'appalto, perdita di qualifica presso clienti, danni reputazionali difficili da quantificare ma facili da subire.
Questo non significa che contestare sia sbagliato. Significa che la decisione di contestare va presa con piena consapevolezza del costo massimo che si è disposti a pagare. Una strategia difensiva corretta, prima ancora di essere tecnica, è una valutazione del rischio.
Il metodo era corretto, e conta
C'è una cosa che mi ha tenuto in piedi durante tutta la vicenda: la contestazione non aveva prodotto il risultato atteso, ma era corretta. Il metodo era giusto. Le evidenze c'erano. La procedura era quella giusta.
Riferimento normativo - ISO 19011:2018
Una non conformità è valida quando contiene tre elementi verificabili:
- Il requisito specifico violato, con indicazione della clausola e della norma (ISO 19011:2018, §6.4.7)
- Le evidenze oggettive che dimostrano lo scostamento, non interpretazioni, non impressioni (§6.4.7)
- La descrizione chiara del gap tra quanto richiesto e quanto riscontrato (§6.4.9)
Il diritto di riesame e ricorso è previsto da ISO/IEC 17021-1, §9.8, per tutti gli organismi accreditati Accredia.
Il punto è un altro. Avere ragione e dimostrarlo sono due condizioni necessarie ma non sufficienti quando l'interlocutore ha più da perdere ad ammettere l'errore che a mantenerlo. In quel caso, la disputa non è più tecnica: è politica. E le regole della disputa politica sono diverse.
"Semplice aritmetica, Jem. Quando una cosa è sbagliata, la verità non cambia per il fatto che nessuno voglia sentirla."
Atticus Finch - Harper Lee, Il buio oltre la siepe (1960)
Cosa portarsi a casa da una sconfitta giusta
Ho pensato a lungo a cosa scrivere qui. Potevo chiudere con un messaggio rassicurante del tipo "alla fine il sistema funziona". Non lo farò, perché non sarebbe vero.
Le lezioni concrete, senza edulcoranti
- Prima di contestare, stima il costo massimo. Non quello probabile: quello massimo. Se non sei disposto a pagarlo, cambia strategia.
- Il contesto conta quanto le prove. Una contestazione tecnica corretta in un momento sbagliato, ad esempio quando l'organismo è sotto pressione esterna, può produrre effetti diversi da quelli attesi.
- Tieni tutto documentato comunque. Anche se la battaglia non la vinci adesso, la documentazione serve: per il futuro, per cambiare organismo, per segnalare ad Accredia se ci sono le condizioni.
- Cedere non è sbagliato. A volte la scelta più responsabile verso l'organizzazione che stai seguendo è accettare e chiudere una rilevazione contestata, perché il certificato vale più dello scontro. Questa consapevolezza non è una sconfitta morale: è maturità professionale.
- L'amaro in bocca non sparisce e non deve sparire. Serve a ricordare che il sistema non è neutro. Conoscere questa asimmetria cambia il modo in cui lavori, in senso positivo.
Cosa non ho imparato
Non ho imparato a stare zitto. Se mi ricapita una situazione analoga, contesterò ancora. Con piena consapevolezza del rischio, con una valutazione più lucida del contesto, ma contesterò.
Non ho imparato che i sistemi di certificazione sono irrecuperabili. Conosco auditor e organismi che lavorano con serietà, rigore e rispetto reale per chi verificano. Questa vicenda non cancella quell'esperienza.
Non ho imparato che la correttezza non conta. Conta. Ma da sola non basta, e chiunque ti dica il contrario ti sta vendendo qualcosa.
Il verdetto che Jem
non riusciva ad accettare
Nel romanzo, dopo il verdetto sbagliato, è Jem, il figlio di Atticus, a crollare. Non Tom Robinson, non i testimoni: Jem. Perché è lui quello che ci aveva creduto davvero, che aveva visto le prove, che era sicuro che il sistema avrebbe funzionato.
Atticus non lo consola nel modo semplice. Gli dice che ciò che è successo era ingiusto, che non ha parole per fargli accettare questa ingiustizia, ma che guardare la realtà in faccia, anche quando fa male, è l'unica risposta che si può dare a un figlio che ha appena visto il sistema sbagliare.
Quella tristezza che ho sentito dopo aver chiuso le non conformità, adeguandomi alle indicazioni ricevute non era debolezza. Era la stessa cosa che sente Jem nel romanzo: che i sistemi possono sbagliare anche quando hai fatto tutto nel modo giusto.
Preferisco saperlo a non saperlo. E preferisco averlo scritto a tenerlo in un cassetto.
* Nota a chi legge: Atticus Finch è il personaggio protagonista di Il buio oltre la siepe (To Kill a Mockingbird, 1960) di Harper Lee. Il romanzo ha vinto il Premio Pulitzer nel 1961 ed è considerato uno dei testi più importanti della letteratura americana del Novecento. Atticus è un avvocato dell'Alabama che difende un uomo accusato ingiustamente, sapendo che perderà. Tutto il merito di questo personaggio va alla sua creatrice, Harper Lee (1926-2016).
© Diritti e citazioni - I personaggi e le opere citati in questo articolo appartengono ai rispettivi autori e titolari dei diritti. Il loro utilizzo ha finalità esclusivamente divulgativa e di commento critico, ai sensi dell'art. 70 L. 633/1941. Nessuna affiliazione o sponsorizzazione è implicita o sottintesa.
© mauriziomicucci.it - La riproduzione è consentita con citazione della fonte. AI-assisted editing.

Commenti
Posta un commento